Billy Wilder, nato Samuel Wilder, nasce il 22 giugno 1906 nel sud della Polonia da genitori austriaco-ebrei.
Presto la famiglia si trasferisce a Vienna e il figlio, una volta terminate le scuole superiori, diventa giornalista. Spinto dalla passione per il mondo della carta stampata, non s’iscrive all’Università ma muove verso Berlino dove diventa uno sceneggiatore cinematografico di successo.
Dopo l’avvento di Hitler, è obbligato a spostarsi a Parigi dove esordisce con il suo primo film da regista: Amore che redime (Mauvaise Graine, 1933). Nello stesso anno emigra a Hollywood mentre sua madre, sua nonna e il suo patrigno, costretti a rimanere in Europa, verranno successivamente catturati ed uccisi dai nazisti.
Negli Stati Uniti, Samuel Wilder cambia il nome in Billy e prosegue la sua carriera di sceneggiatore. Il primo successo come regista arriva nel 1939 con il film Ninotchka ma è nel 1944 che realizza il suo primo noir, La fiamma del peccato (Double Indemnity). Il film, scritto a quattro mani con Raymond Chandler e tratto da un romanzo di James M. Cain, è candidato agli Oscar per la miglior regia e la miglior sceneggiatura nonostante il contenuto della pellicola, trattandosi di una storia di adulterio, venga considerato infilmabile dal codice Hays (l’insieme delle linee-guida morali imposte dai major studios al cinema statunitense dal 1930 al 1968).
La fiamma del peccato inaugura la serie di film di area noir che Wilder dirige per la Paramount tra il 1944 e il 1951 e di cui fanno parte il pluripremiato Giorni Perduti (The Lost Weekend, 1945) e l’iconico Viale del Tramonto (Sunset Boulevard, 1950) l’ultimo grande noir della carriera del regista che, da questo momento in poi, spiccherà soprattutto per le commedie brillanti.