Otto Ludwig Preminger nasce il 5 dicembre 1905 a Wiznitz, una cittadina del vecchio Impero Austro-Ungarico (oggi Ucraina).  Inizia la carriera artistica come attore alla scuola teatrale di Max Reinhardt di Vienna ed esordisce alla regia cinematografica nel 1931 con Il grande amore (Die Große Liebe).
Nell’aprile del 1935, Joseph Schenck, co-fondatore della Twentieth Century Fox e che si trova in Europa per reclutare talenti, convince Preminger a trasferirsi a Los Angeles per lavorare con lui e il socio Darryl F. Zanuck. Quest’ultimo, una volta giunti negli States, litiga con il regista e riesce a relegarlo a ruoli sempre più marginali all’interno della compagnia. Preminger, nonostante l’ostracismo nei suoi confronti, riesce però a dirigere Vertigine (Laura, 1944), imponendosi su Rouben Mamoulian, il regista che aveva iniziato le riprese.  Il film, un noir visionario che ruota attorno ad un’indagine per uxoricidio, frutta a Preminger la prima candidatura agli Oscar come miglior regista e gli permette di affermarsi all’interno della Twentieth Century Fox.
Vertigine, Un angelo caduto (Fallen Angel, 1945) e Il segreto di una donna (Whirlpool, 1949), formano, nella cinematografia del regista, un’ideale trilogia noir, coerente per stile e contenuti (le tre opere sono infatti incentrate sul fascino di una figura femminile).
Nel corso degli anni Cinquanta, Preminger, osteggiato da associazioni religiose e dalla stessa Hollywood per via dei soggetti “scabrosi” delle sue pellicole, torna al noir con Seduzione mortale (Angel Face, 1952) e frequenta saltuariamente il genere anche negli anni a venire, come testimoniato da Bunny Lake è scomparsa (Bunny Lake is Missing), opera realizzata nel 1965.
Autore distintosi per l’interesse dedicato all’analisi dei rapporti tra i personaggi e per una rappresentazione virtuosa e complessa degli spazi in cui essi si muovono, Preminger realizza la sua ultima opera nel 1979, sette anni prima di morire nella sua casa di New York all’età di 81 anni.