In una Tokyo lercia e torrida Tatsuhito Kiriya, poliziotto corrotto di origine cinese, cerca di sgominare il traffico di organi di una banda mafiosa di cui fa parte suo fratello Yoshihito e il cui capo è il boss psicopatico Wang Zhiming.

 

 

Shinjuku Triad Society è il primo film di una trilogia che si compone di Rainy Dog (1997) e Ley Lines (1999). Trae il suo titolo da Shinjuku, il quartiere a luci rosse di Tokyo, epicentro dei traffici della yakuza e fonte d’ispirazione per mangaka e registi noir giapponesi. Takashi Miike ne sfrutta ed esalta le caratteristiche: luci al neon, traffico, locali fumosi, appartamenti claustrofobici e vicoli sporchi e oscuri. Il sottobosco criminale che lo popola è ossessionato dal sesso ed è proprio l’incapacità di soddisfare le pulsazioni sessuali ad essere identificata dal regista come elemento caratterizzante di questa società deviata e deviante.

 

Shinjuku Triad Society è un film di sperma e sangue, di sesso e violenza.
Sfruttando il genere neo noir, il regista propone temi e stilemi che ritorneranno più volte nelle sue opere e ai quali si aggiunge un’analisi critica rivolta alle difficoltà di dialogo ed integrazione tra cinesi e giapponesi.
Miike dimostra, con questo film, di essere un autore vulcanico e nonostante si tratti della sua prima fatica cinematografica, di possedere notevoli capacità tecniche. Si serve infatti di svariate possibilità rappresentative e di ritmi frenetici e serrati per cercare di innovare e superare i limiti del cinema d’azione violenta. Se questo accumulo di possibilità arricchisce la rappresentazione d’altra parte però la sovraccarica e non sempre in maniera funzionale alla vicenda.

 

Voto: 3,5/5